Da Torino un nuovo episodio di contaminazione che questa volta però non riguarda scandali alimentari o pseudo tali, ma più ludicamente un raro caso della sindrome nota come “the sound of the underground”. Il Dott. Guariniello può quindi dormire sonni tranquilli e dedicarsi ad altre indagini high profile, quali la presenza di carne di manzo nelle polpette di cavallo e viceversa.
Al centro di questa vicenda ci sono Nino Azzarà detto “Tosh” (voce/chitarra/programmazioni), Franco Cazzola detto “Tek” (chitarra/synth) e Vito Guerrieri alias “Guerra” (batteria), ossia le tre menti pulsanti alla base della band nota come Settembre nero, realtà in grado di smerciare potenti e letali dosi di electrorock, del tipo “senza lineetta” ovvero quello più coeso e massiccio e che fa dei due additivi principali, elettronica + rock, un tutt’uno difficile da districare ed in grado di dare immediatamente assuefazione e dipendenza.
La formazione torinese con questo disco impressiona per la capacità di amalgamare due mondi antitetici quali la bass music ed il rock e questo grazie ad un sound tanto ritmato e sintetico quanto affilato ed abrasivo e che si rivela in grado di esaltare i tratti principali delle due scuole di pensiero evitando scimmiottamenti e parodie. I Settembre Nero sanno cioè scrivere e suonare pezzi dall’impatto prevalentemente elettronico ma dal marcato retrogusto rock grazie alle poliedriche chitarre, al cantato rauco e passionale, ma soprattutto al modo di costruire ogni singola traccia, pensata e composta imbracciando una chitarra e non spistolando su un qualsivoglia software o applicazione musicale.
Questa cosa riesce a sporcare e graffiare l’asettico sound electro e a donargli in questo modo uno strano ma piacevole sentore di amplificatori, pedaliere e sudore, umanizzando ogni singola traccia e portando a immaginarle suonate su un palco piuttosto che prodotte da una fredda consolle. Il fatto poi che la strumentazione veda la chitarra orfana del basso e comunque in netta minoranza rispetto a synth, tastiere ed aggeggi elettronici vari, pare essere un mero dettaglio, anzi l’impressione che si ha è che il risultato sarebbe lo stesso anche invertendo i fattori.
Se a tutto ciò aggiungiamo un inusuale disinteresse per il ritorno melodico e per l’orecchiabilità fine a se stessa, non possiamo che ottenere 7 tracce (+ 1 remix) che scorrono in piena autonomia e che paiono guidate solo da loro stesse e con l’ovvia e conclusiva conseguenza che anche dopo numerosi ascolti la sensazione che rimane sul timpano è quella di un gran bel album d’insieme, potente, ritmato, corrosivo ma non facile, non immediato, senza hit o singoli radiofonici e dunque da scoprire ascolto dopo ascolto dopo ascolto….
Duro come l’asfalto, decadente come un antico palazzo abbandonato in periferia e spaventoso come il gruppo terroristico da cui prende il nome. Questo è il sound dei Settembre Nero. E non dimentichiamoci il nero, senza alcuna sfumatura se non quella del grigio nebuloso di una sigaretta ormai sull’orlo del filtro.
La band nasce un paio di anni fa da un’idea di Nino Tosh, musicista torinese non di certo nuovo alla scena underground per aver militato in band comePetrol, Mambassa e Betty Page. Il progetto viene portato avanti e trova poi il suo giusto equilibrio nel 2012 con l’ingresso nella band di altri due nomi altrettanto conosciuti nel panorama piemontese: Vito Guerrieri alla batteria e Franco Cazzola alle chitarre e tastiere.
Il suono e l’attitudine non sono nulla di nuovo, ma quanto c’è una botta del genere è difficile rimanere indifferenti. E la botta la si assapora maligna e assetata in questo album di esordio, che come ogni album di esordio che si rispetti, pecca di magnifica immediatezza e irrazionalità. Testi ermetici, ripetitivi, martellati in testa da melodie semplici e ritmiche da hangover violento. Pochissimi fronzoli e un cuore metallico che pompa sangue sporchissimo.
L’apertura con “Boia di sé” ci fa subito capire che di sfumature di colore non ce ne saranno molte e le luci rimarranno spesso spente, gli unici barlumi arriveranno dal fuoco e dai lampi. L’elettronica fa da padrona e il lavoro dei ragazzi dietro i beat assassini è stato magistrale. Il corpo si sbatte da una parte all’altra di un corridoio stretto, avanza strafatto a zig zag con gambe pesanti e testa ubriaca di rumore. “Fiore Nero” presenta una tastierina dai richiami new wave sotto l’uragano di chitarre, “Che Cosa Dire Di Noi” pare affievolire un poco la violenza inaudita in cambio di melodie più ragionate e articolate, senza rinunciare alla azzeccata cantilena martellante. I nervi non si rilassano mai.
L’episodio più riuscito rimane “Sexy Kitten #1”, perfetto esempio di vento analogico dal sapore rock’n’roll mischiato alla digitale e onnipresente tastiera robotica (dal vivo fidatevi che questo pezzo spacca in due gli stomaci). Il suono sembra sempre impacchettato e un po’ ovattato e rimane forte energia potenziale pronta ad esplodere, quasi come se fosse fiero di vestire underground, onorato di stare nel sottosuolo.
Oltre le sette tracce sono poi presenti vari remix più o meno tamarri ad aumentare il nostro vagare in questo claustrofobico labirinto. Il tunnel sembra riecheggiare e rimbombare anche al suono della cover Beatles“Helter Skelter”, perfettamente riadattata al suono nero di Settembre senza rinunciare ad una chitarra figlia della vecchia scuola. Si il rock’n’roll rimane vivo e vegeto anche in questo tornado digitale, e chi l’avrebbe mai detto?
Bene , ci siamo .
SETTEMBRE NERO lancia ufficialmente oggi la sua Campagna di Raccolti Fondi ,per la produzione finale de “La Dittatura del Piano B”.
Non ci sono da cercare perifrasi o giri di parole ,vi stiamo chiedendo di contribuire concretamente alla nostra carriera ,diventando supporter del nostro progetto , e scegliendo ,sulla nostra pagina di MUSICRAISER ,tra le diverse ricompense che abbiamo preparato per la vostra devozione.
Questa iniziativa è un modo nuovo di rapportarsi al proprio pubblico ,sfacciata ma onesta ,ce ne rendiamo conto ,ma dato che siamo convinti della bontà della nostra musica e della sua schiettezza ,eccoci qui ,è il momento di giudicarci ,supportarci o criticarci.
A voi.